Viaggio in sud est asiatico. Alla ricerca della felicità

Viaggio in sud est asiatico – Sei mesi alla ricerca della felicità – Episodio 1 –

gabriel tibaldi

 

 

Il giorno dell’antivigilia di Natale del 2015 mi trovavo a Malpensa pieno di spasmi mentali.

Paure e pensieri rivolti al passato e al futuro; il famoso “qui e ora” viaggio in moto in sud est asiatico zingaro di macondoproprio non voleva saperne di me. Viviamo di torture inutili, prive di fondamento, quando tutto invece sarebbe così semplice…

Il 14 gennaio avrei compiuto 40 anni, un’età che le rock star, i poeti e gli scrittori perseguitati, spesso non arrivano a vedere.

Ma io c’ero arrivato, benché mi sentissi perseguitato esattamente come le rock star, i poeti e gli scrittori, o forse meglio dire quasi braccato da una vita che non andava come volevo; una relazione finita da poco, un lavoro che andava avanti per inerzia e troppi debiti con i miei sogni irrealizzati.

Avevo i problemi, insomma, ma non ero né una rockstar, né un poeta, né uno scrittore.

Un uomo comune, un punto perso nella mancanza di senso di un universo sconfinato fermo ad aspettare i disbrighi burocratici di un aeroporto internazionale frenetico e pieno di voci.

Un’idea di viaggio in sud est asiatico

La mia idea di viaggio era di comprare una moto, di quelle con la stella rossa sul serbatoio, appena fossi giunto a Bangkok, la città degli angeli, della perdizione e del ritrovo, della festa e delle notti infinite, della tradizione eBangkok Zingaro di Macondo dei grattacieli che si stagliano sullo sfondo di un’Asia caotica, decisamente incomprensibile e quasi schizofrenica.

La mia moto in Laos

E la comprai la moto.

Ma non a Bangkok, ma in quel Laos mistico e irreale, in quell’Asia completamente diversa rispetto a quella thailandese che si era buttata a tuffo nel capitalismo così privo di regole che ne stava soffocando lo spirito e l’essenza.

Il ponte dell’amicizia Thailandia-Laos

Attraversai il ponte dell’amicizia nella provincia di Nong Khai in Thailandia, per arrivare in Laos dopo aver pagato un’incomprensibile multa ad un doganiere un po’ troppo zelante.

Una delle multe più dolci del mondo.

Viaggio in sud est asiatico Zingaro di Macondo

Proprio in quel momento tramontava un sole rosso brillante che andava a sfocare l’immenso Mekong sotto di noi.

La faccia del giovane doganiere brillava di un colore ocra piuttosto strano e riverberava di una maledizione necessaria che quasi faticavo a guardarlo negli occhi.

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La vista di quel colore soprannaturale, come acque tinte di un sangue purificatore, ripristinò dentro di me una forza e una speranza, forse un po’ ingenua, nella vita che avrei vissuto dopo i fatidici quaranta.

Mi fermai appena oltre il confine con il chiasso alle spalle e il Mekong di fronte.

Mi sentivo come se stesse iniziando qualcosa, qualcosa di importante.

Comininciai a scattare foto a ripetizione come un pazzo furioso che volesse immagazzinare tutta la felicità del mondo.

Non mi restava che prendere un taxi e farmi portare a Vientiane, nell’Asia più naturale e necessaria che avrei conosciuto in tutta la mia vita.

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Il secondo episodio

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