Turismo e comportamenti etici

Turismo etico e responsabile.

Non gettare le cicche delle sigarette a terra e in generale non inquinare, non dovrebbe essere considerato “turismo etico”, quanto piuttosto un comportamento da tenere tanto sotto casa nostra, quanto dall’altra parte del mondo.

Quando viaggio, nel mio piccolo, cerco di fare di più: rispettare le persone.

Secondo me “turismo etico” significa proprio questo; calarsi nella realtà tentando di passare il più possibile inosservati, guardare il grande spettacolo del “nuovo mondo” mettendoci a lato, senza interferire con la narrazione che si dipana sotto i nostri occhi, godere della scenografia senza pretendere di farne parte in prima persona.

Monaco buddhista Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Dovremmo ricordarci che siamo spettatori, non protagonisti.

La nostra presenza, anche se educata e sensibile, interferisce sempre quel minimo da risultare fuori luogo. Più ci facciamo piccoli meglio è.

Rispettare la cultura del luogo, le tradizioni e i modi di vivere senza presumere di dover correggere le abitudini di nessuno, questo dovrebbe fare il turista etico.

La ricchezza materiale che rende sgradevoli. Turismo etico e responsabile

Noi che abbiamo la possibilità di viaggiare siamo generalmente più ricchi delle persone che abitano i luoghi che andiamo a visitare.

La nostra concezione denaro-centrica, diciamo pure capitalista, credo che vada ad influire sul nostro subconscio finendo per farci presumere che siamo “meglio” rispetto ai poveri del luogo.

Turismo etico e responsabile Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Quando, al contrario, è ovvio che avere più o meno soldi, avere più o meno possibilità, è solo ed esclusivamente questione di fortuna. Essere ricchi o poveri dipende dal luogo in cui si è nati e dalle persone che ci ritroviamo attorno in modo del tutto casuale.

In termini assoluti la meritocrazia non potrà mai esistere proprio perché tutti partiamo da punti di partenza diversi.

Viaggiare con rispetto nel Sud Est Asiatico

Conoscere il Sud Est Asiatico significa conoscere il Buddhismo, la religione praticata da molti popoli di quell’area del mondo.

Bambini monaci buddhisti Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Vagabondare per i paesi della Thailandia, della Cambogia, del Laos, del Vietnam e della Birmania è un’esperienza quasi mistica, a patto di lasciare a casa tutti i preconcetti e i pregiudizi tipicamente occidentali.

Comprendere il Buddhismo “sociale” non significa tanto conoscerne le sfumature ideologiche e filosofiche, quanto piuttosto immedesimarsi nel pensiero e nel comportamento della popolazione che vive secondo quelle logiche.

Se vorrai capire qualcosa della tradizione buddhista, se davvero vorrai immergerti in questa millenaria e fascinosa cultura o se semplicemente vorrai trarre un beneficio in termini esperienziali dal tuo viaggio, quando vedrai un monaco nell’atto di fare l’elemosina ti consiglio di fare piazza pulita delle seguenti affermazioni e delle loro varianti generiche:

  • comoda la vita!
  • vai a lavorare!
  • ma come si fa a vivere così?
  • ecco un religioso che vive alle spalle della società!

Sono intimamente convinto che se non facciamo uno switch mentale, il Sud Est Asiatico non avrà mai nulla da proporci (fatta esclusione per le sue spiagge per le quali, però, sarà sufficiente acquistare un pacchetto all inclusive presso una qualsiasi agenzia di viaggio).

Tak Bat Laos Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Se vorrai conoscere a fondo e direttamente questa nuova realtà, non avrà senso farlo mantenendo il nostro modo di pensare “occidentale”.

É come voler capire le regole della pallacanestro paragonandola continuamente al calcio: bisogna abituarsi al fatto che la palla debba essere passata con le mani e se il gioco ti sembra stupido, molto semplicemente non fa per te. E non c’è nulla di male in questo.

Quello che, secondo il mio punto di vista, è profondamente sbagliato è il modo di fare di certi viaggiatori che affrontano l’Asia come se il loro DNA fosse marchiato a fuoco con la parola desueta di “colonizzatori”, un’etichetta anti storica e di cui dovremmo vergognarci e che invece rimane lì, piantata nelle nostre teste, come se avessimo il compito di indirizzare i popoli del mondo intero.

Turismo etico e responsabile Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Ho visto tanti, troppi turisti affrontare il Sud Est Asiatico con superficialità, maleducazione e presunzione.

Prima di partire per certe destinazioni bisognerebbe sapere che una buona fetta di Asia ha un rapporto con il tempo profondamente diverso dal nostro: se ti siedi ad un ristorante non devi avere fretta, se aspetti un autobus, il fatto che parta con un’ora di ritardo è assolutamente normale e in generale perdere un appuntamento non è ritenuto così grave, nemmeno se si tratta di lavoro o di soldi.

Monaco Turismo Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Tante, troppe volte ho visto i turisti trattare in malo modo camerieri filippini o impiegati thailandesi che “non si davano una mossa”.

Ci tengo a sottolineare, ancora una volta, che secondo me non esiste un modo buono e uno cattivo di vivere la vita, ma sono altrettanto convinto che nessuno debba insegnare agli altri le regole di  buona condotta, a maggior ragione a casa sua.

In Laos o in Birmania troverai monaci che giocano a pallavolo nei cortili del loro monastero, che sbucciano patate lungo la strada o che chiacchierano amabilmente con un amico: il Buddhismo è la vita, nel senso che religione e società sono inestricabili e indivisibili, in un modo che oramai noi abbiamo superato dai tempi del rosario serale delle nostre nonne.

Buddha Zingaro di Macondo

Turismo etico e responsabile – Zingaro di Macondo –

Deridere o trattare i monaci come fossero scimmiette allo zoo, come ho visto fare da tanti, troppi turisti in Laos durante la tradizione del Tak Bat, non è solo maleducato, ma è profondamente arrogante, stupido e insensato.

I monaci sono persone che un certo Buddismo tratta alla stregua di entità spirituali; di conseguenza non è consono abbracciarli, chieder loro di guardare la macchina fotografica con insistenza o urlare frasi che non comprendono per il solo, stupido, gusto di far divertire gli amici.

Tu pensa cosa succederebbe a livello mediatico se un musulmano o un cinese facessero la stessa cosa con un sacerdote in Italia.

Qual è il motivo intimo che ci spinge a chiedere rispetto, quando noi per primi non lo diamo? Davvero siamo ancora convinti di avere la verità in tasca per il solo fatto di avere la faccia bianca o per essere nati in Europa?

Trovo questi comportamenti di una tristezza assoluta, in primis per i turisti, le principali vittime delle loro stesse becere abitudini, assimilabili ad un radicato razzismo che nemmeno vogliono più ammettere.

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