lavoro fuori dagli schemi gabriel tibaldi zingaro di macondo

Cosa ho perso (e cosa ho guadagnato) scegliendo un lavoro fuori dagli schemi

Scegliere un lavoro fuori dagli schemi non significa vivere in vacanza. Significa fare i conti ogni mese con l’incertezza, saltare compleanni e funerali, spiegare ai parenti un mestiere che non rientra in nessuna categoria conosciuta. Ma significa anche conoscere un villaggio Hmong per otto anni di fila, tornare dove si è già stati fino a capirlo, costruire relazioni che non stanno in un itinerario. In questo articolo Gabriel Tibaldi fa un bilancio senza retorica di quindici anni passati a progettare viaggi in Asia: cosa ha perso davvero, cosa ha guadagnato e perché non consiglierebbe questa strada a tutti.

lingue in via di estinzione Asia Centrale

Le lingue che l’Asia Centrale sta smettendo di parlare

Dalle valli del Tagikistan alle campagne del Kirghizistan, l’Asia Centrale ospita decine di lingue che stanno cambiando statuto in fretta. Lontano dal tono elegiaco che accompagna di solito questo tema, la questione è tecnica e sociale insieme: una cosa è una lingua con pochi parlanti e trasmissione interrotta, un’altra una lingua parlata da centinaia di migliaia di persone che perde prestigio. Tra deportazioni staliniane, cambi di alfabeto che hanno reso illeggibili le lettere dei nonni e migrazioni di lavoro, emerge una geografia linguistica in cui la scelta di smettere di parlare una lingua è quasi sempre una scelta razionale.

confine Uzbekistan Afghanistan

Il confine tra Uzbekistan e Afghanistan: comunità che vivono accanto a una frontiera invisibile

Nel punto più meridionale dell’Uzbekistan, un fiume largo e color fango separa due paesi che il resto del mondo immagina lontanissimi tra loro. In realtà lungo l’Amu Darya, tra Termez e la riva afghana, si parla la stessa lingua, si portano gli stessi cognomi e si commercia da secoli. Tra rovine buddiste rimaste a pochi metri dal filo spinato, un ponte sovietico entrato nella storia e mercati dove le merci attraversano più facilmente delle persone, prende forma un’Asia centrale diversa da quella delle cartoline di Samarcanda. Un viaggio nel sud dell’Uzbekistan, dove la geografia politica e la geografia umana non coincidono quasi mai.