Occitania. La felicità nelle piccole cose

Occitania la felicità nelle piccole cose.

zingaro di macondo

 

 

Oggi ti sto scrivo da una capanna in mezzo a grandi serre di pomodori, peperoni e fragole grosse come mele.

Mi trovo in Occitania, una storica regione meridionale della Francia, per svolgere il mio workaway.

La notte, anche se una piccola stufa elettrica ce la mette tutta a tenermi al caldo, fa molto freddo.

Il caldo prodotto dalla ventola esce per la maggior parte tra le assi della capanna e tocca coprirsi fino alle orecchie.

Fuori fischia un vento calmo, ma inespugnabile, i cani dicono la loro con piccoli colpi di abbaio, mentre qualcosa sbatte con regolare testardaggine.

La mia prima notte occitana mi ha fatto sentire la Natura fin dentro la pelle del cuore, ho quasi pianto per la gioia di essere, nonostante tutto, ancora vivo.

La Langue d’Oc. Occitania la felicità nelle piccole cose.

Probabilmente avrai sentito parlare della Langue d’Oc, un’antica regione della Francia che prese il nome dalla storica lingua del meridione francese. La fusione tra la Langue d’Oc e il Midi-Pirenei ha dato vita, nel 2016, all’attuale Occitania.

L’Occitania è una delle tante regioni del mondo che percepisce se stessa come autonoma rispetto al contesto nazionale, ma qui, per fortuna, le cose non hanno mai preso derive estremiste, nemmeno durante i tempi della vicina Eta basca o dell’irridentismo nord irlandese.

Gli occitani sono orgogliosi del loro passato così unico e colorato; le loro facce e il loro accento, entrambi duri come il marmo, danno il segno di una fierezza forse inestinguibile.

La regione dell’Occitania

L’attuale Occitania è divisa in tredici piccoli dipartimenti e quello in cui mi trovo in questo momento si chiama Lot.

Un piccolissimo dipartimento di enormi vallate verdissime, racchiuse tra colline di roccia che si ergono sfrontate, lasciando all’ombra la maggior parte delle strade percorribili.

Il “day one” del mio workaway occitano

Sono ospite di una coppia di agricoltori, Katy e Jean Luc, che lavora nel biologico e che fa del suo stile esistenziale, basato sul minimalismo, quasi una ragione di vita.

Occitania Francia

Occitania. La felicità nelle piccole cose

Jean Luc è simpaticissimo: la sua faccia e i suoi capelli spettinati richiamano alla mente i volti gitani figli di quella popolazione di origine zingaresca, i Kalé, che abitarono la penisola iberica risalendo fino a queste zone della Francia.

Ancora oggi rimane qualcosa di “zingaro” in questa terra occitana, una terra che si sviluppa tra umani, asini dalle grosse orecchie e campi coltivati a perdita d’occhio.

É come se nell’aria risuonassero chitarre nomadi, ritmi elaborati di gente che si sposta di continuo, notti profonde e cieli pieni di stelle troppo lontane.

Jean Luc mi ha detto che non riesce a far fronte alle numerose richieste delle cooperative biologiche della Francia intera. Ha troppo lavoro e spesso deve ricorrere ai volontari di workaway che in cambio di vitto e alloggio lavorano 20 ore a settimana.

Già, il lavoro…

In buona parte d’Europa sono ormai centinaia di migliaia le persone che lavorano troppo in cambio del nulla, a fronte di centinaia di migliaia di altri individui che non hanno nessuna occupazione.

Una terribile forbice che si sta allargando sempre più, facendo sparire quella classe media che avrebbe dovuto da “collante” tra ricchi e poveri.

Stanno rimanendo solo loro, i poveri da una parte e i ricchi dall’altra, e tra poco gli effetti sociali, penso io, saranno devastanti.

L’unico modo di sopravvivere sarà fuggire da questa realtà mortificante creata da politici, politicanti e gente aspra, mediocre, la fuga sarà perdersi in piccole realtà dal respiro profondo come questa mia piccola capanna, la mia casa tra magiche serre.

Io, indietro, non ci torno.

Alex. Occitania la felicità nelle piccole cose.

Alex, un ragazzo di ventisette anni che condivide la capanna con me, non ha minimamente intenzione di lavorare. Non in un’azienda, non in un ufficio, non “vecchio stile” per lo meno.

Alex Francia Zingaro di Macondo

Occitania. La felicità nelle piccole cose

Molto meglio perdersi per il mondo, mi dice, e il suo sguardo si illumina di intelligenza e rabbia profonda.

Jean Luc. Occitania la felicità nelle piccole cose.

Jean Luc, dicevo, ha molto lavoro, ma è davvero felice.

Lo si vede dalla sua faccia ampia, sorridente, dalla sua secca andatura e dalla sua stretta di mano conviviale.

Finché coltiverà la sua terra, Jean Luc non conoscerà mai l’infelicità.

Sa tutto della terra, dei suoi prodotti e di come coccolarla affinché dia i frutti sperati.

Questa mattina ho imparato un sacco di cose sull’agricoltura, un mucchio di informazioni che questo signore dall’aspetto zigano mi ha insegnato senza parlare.

Quando lavora sorride, non ha tempo di parlare, come se le parole fossero tutte per la sua terra. E basta guardarlo un po’ per capire quanto la terra vada compresa, amata e lavorata con una grazia quasi religiosa.

Ieri era domenica e Jean Luc mi ha portato a fare un giro nella sua piccola regione, quella del Lot, di cui parla con grande orgoglio, con un amore talmente profondo, quasi filiale, che ho trovato commovente.

Per cosa provo più amore, io?

C’è qualcosa che mi prende il cuore e me lo infiamma ancora? C’è qualcuno che può darmi una sensazione così vitale, così intensa come il bel sorriso di Jean Luc quando parla della sua regione?

Jean Luc non ha mai viaggiato, è sempre rimasto qui, legato a doppio filo con una realtà contadina che in cambio di grandi sacrifici gli ha regalato soddisfazioni che i padroni del mondo, porci con il denaro ficcato fin dentro la gola, non potranno mai conoscere.

Sporcarsi le mani di terra con i miei amici, un po’ svitati, è un’esperienza quasi mistica, un momento in cui percepisco la gentilezza e l’essenza della gente che vive fuori dagli ingranaggi del lavoro moderno divenuto totalmente folle, inconcludente, stupido.

Te ne parlerò prossimamente.

Segui qui, su zingarodimacondo.it, e sul mio profilo Instagram la mia esperienza nel sud della Francia.

CONTINUA CON…La felicità è dentro di noi?