La ricchezza nella guerra

Nei mercatini del Laos si trovano oggetti bellissimi. Molti sono simboli di pace e sono incisi un po’ ovunque, su orecchini, anelli o forchette.

Sembra una specie di mania, questa della pace, quasi come se il popolo ne volesse sentire l’eco di continuo.

In Laos manca tutto ciò che non è materia prima, tutto ciò che non è grezzo, tutto ciò che non viene direttamente dalla natura. Manca dunque il prodotto lavorato, mancano le leghe e manca l’acciaio, ad esempio.

In sostanza non c’è niente, a parte la foresta e la terra. Quando, in passato, per miracolo un contadino trovava del ferro, dell’alluminio o del rame, lo utilizzava in tutti i modi immaginabili e in molti altri che a noi non verrebbero in mente.

Dagli anni ’70 il ferro non è più un grosso problema. Ce n’è in abbondanza, se ne trova ovunque: nei fossi, lungo le strade e nei campi.

Una grande ricchezza piovuta dal cielo, purtroppo però non in senso metaforico. Sono i resti delle bombe, oggi utilizzati dalla gente per fare simboli di pace, barche, porte e vasi da fiori.


Molti recinti sono fatti di palizzate a forma di bomba e se inizialmente pensi ad una specie di macabra attrattiva per turisti, con il tempo capisci che in realtà quelle sono bombe per davvero.

Nel sud del paese molte barche sono state ricavate smezzando delle bombe in senso longitudinale. E i remi sono anche loro ricavati dai resti piovuti dal cielo.

Si narra che nella provincia meridionale del Laos un B52 americano venne abbattuto dalla contraerea laotiana. Considerando che il Laos una contraerea non ce l’aveva, con tutta probabilità l’episodio non è mai realmente avvenuto.

Ma mettiamo che quel velivolo fosse per qualche motivo caduto per davvero; ebbene pare che i contadini fossero usciti dalle loro capanne e avessero tastato il sotto pancia dell’aereo per capire se quel grosso uccello fosse maschio o femmina.

I laotiani non c’hanno mai capito niente di ciò che gli capitava e più ci siamo impegnati a spiegarglielo, meno ci hanno capito.
Ancora oggi se chiedi il perché di tanta devastazione nessuno ha una risposta, alzano le spalle, convinti come sono che una cosa tanto priva di logica non possa avere una spiegazione razionale.

Ti parlano di angeli, demoni, punizioni divine e cose così.

Si limitano a raccogliere i pezzi delle bombe e con quelli fare oggetti che servono per la vita di tutti i giorni, spiegandoci, loro a noi, che anche con i resti della morte si può ricavare una speranza, qualcosa che servirà a qualcuno.

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