Invito al viaggio

Conoscere il mondo.

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Forse hanno ragione i terrapiattisti.

Spesso pensiamo e raccontiamo i luoghi come se tutto fosse esattamente identico alla piccola parte che abbiamo visto, magari per una sola settimana, come se il mondo fosse costantemente uguale a se stesso e poco propenso a quella bellezza che invece gli è congegnale.

Una bellezza che è sinonimo di fantasia e diversità.

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

Con le nostre parole alle volte descriviamo il mondo come piatto e monodimensionale, come se i continenti fossero privi di sfaccettature, come se gli sguardi e le emozioni delle genti fossero identici in ogni villaggio, in ogni famiglia, in ogni momento della giornata.

Sud Est Asiatico. Conoscere il mondo

Dopo quasi tre decadi passate alla ricerca di unicità e consapevolezza, una ricerca passata sulla strada di paesi lontani, posso dire di conoscere il Sud Est Asiatico piuttosto intimamente.

Una vasta fetta di mondo, delicata come burro, che, ogni volta come la prima, ristabilisce il mio equilibrio mentale.

Un equilibrio che altrove perdo nei meandri di pensieri assurdi e fuori luogo.

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

Il Sud Est Asiatico da una parte comincia a essere molto frequentato dal cosiddetto turismo di massa, dall’altra è spesso frainteso.

Mondi diversi. Conoscere il mondo

E allora esiste un mondo, quello vero, quello vissuto dalle persone che abitano le terre che andiamo a visitare.

Che è ben diverso da quello che vediamo con i nostri occhi di visitatore frettoloso, poco propenso alla profondità, alla ricerca e alla verità intima delle cose.

(Sono in vacanza, non ho troppa voglia di studiare, di comprendere, di approfondire, voglio solo divertirmi trattando il viaggio come una birra al bar o come una serata in discoteca. E, a dirla tutta, ne ho tutto il diritto).

E poi ne esiste un altro: quello del cosiddetto turismo di massa, quello appiattito dalle feroci norme del mercato che trasformano il globo in un disco monotono, di un solo colore e ben poco emozionante.

Un mondo che nasconde quello autentico sotto una patina modaiola di voglie tutte uguali.


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Parlare del mondo

Per parlare del mondo senza banalizzare è necessario faticare, pensare, abbattere barriere e pregiudizi.

Perchè troppo spesso le realtà “altre” sono pensate e raccontate come monoliti così granitici che se solo ci fermassimo a ragionare capiremmo che le cose non possono essere così semplici, destrutturate e prive di fascino.

Se è vero che non solo la Val d’Aosta è dissimile dalla Calabria, ma Bergamo Alta è diversa da Bergamo Bassa, come possiamo pensare che il Ghana sia uguale alla Somalia o all’Egitto?

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

E così limitiamo l’Africa alle giraffe, alla povertà e alle danze tribali, la Germania è un piatto di crauti con qualche birra di buona qualità e l’Europa è un’alta torre metallica, estremo simbolo di una modernità che non conosce la parola “fine”.

Parlare di Sud Est Asiatico. Conoscere il mondo

E dunque il mio amato Sud Est Asiatico.

Una regione del mondo eterogena e con tradizioni, culture e approcci tutti diversi; perché il Vietnam non è la Cambogia, la Cambogia non è il Laos e il Laos non è l’Indonesia.

E Vietnam, Cambogia, Laos e Indonesia sono così diverse al loro stesso interno che, in realtà, mi rendo conto di non conoscere nulla; nessuno può conoscere l’intrico di decine e decine di etnie intrecciate dalla Storia come cesti di vimini complicati e affascinanti.

Quello che bisogna fare è viaggiare per tutta la vita e lasciare i pensieri ai posteri.

Ma quella fetta sorridente del nostro pianeta, il Sud Est Asiatico, qualcosa in comune al suo interno ce l’ha.

E mi riferisco a quel qualcosa di diverso rispetto al mondo occidentale che già Pasolini, Moravia e ancor prima Herman Hesse cercarono in quell’India che oggi, secondo me, non è più India.

Parlare dell’India. Conoscere il mondo

Già; l’India.

Ritengo che il paese, in termini di autenticità, stia attraversando una fase difficile: non esiste (più) una peculiare spiritualità indiana, travolta da un turismo pseudo elitario che dagli anni ’60 in poi ha rivoluzionato il paese senza farsi trasformare da lui.

È successo il contrario di ciò che doveva essere: il viaggiatore, velocemente trasformatosi in “turista di massa”, ha plasmato l’India a immagine e somiglianza di quell’Occidente dal quale rifuggiva.

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

I viaggi dei Beatles, della ricerca interiore, dei Moravia e dei Pasolini si è involuto in turismo di massa e adesso l’India è diventato un quasi Occidente, irriconoscibile e sempre più lontano dalla spiritualità, sempre meno autentico, sempre più attratto dai soldi e sempre più brutta copia di se stesso.

L’India non è Oriente autentico, ma non può nemmeno essere Occidente.

L’India non esiste (più) e, soprattutto a nord, troverai tutto ciò che vorrai, tranne l’essenziale.

Parlare di Asia. Conoscere il mondo

E dunque l’Asia, quella “diversa”, dov’è?

L’Asia è la Siberia, regione “sporca” e bellissima, con una storia da perderci notti intere.

Ma è anche la Cina, che è tante di quelle cose che non bastano dieci libri per introdurla senza le solite banalità.

L’Asia è il Giappone, un paese che in pochi metri di distanza passa da tradizioni millenarie, quasi medioevali, alla post modernità digitale.

L’India spirituale

E l’Asia “indiana” vagheggiata” da quel Pasolini alla ricerca di autenticità interiore e profondità spirituale, dov’è? Esiste o non esiste? E se non esiste più, è mai esistita?

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

Personalmente ho viaggiato per un periodo piuttosto lungo alla ricerca di un contatto con qualcosa di diverso.

Ho cercato almeno un modo di vivere che non fosse solo materia e vanaglorioso, violento, inutile, prestigio sociale.

Sono rimasto qualche tempo in un ashram indiano e ne sono rimasto profondamente deluso.

Ho tentato di entrare nelle comunità indiane, ho sperato di poterci vivere, ho cercato una via che mi conducesse a comprendere l’animo autentico delle persone, quello nascosto dai falsi sorrisi e le cui uniche finalità sono quelle di spillarti soldi.

Ma non ce l’ho fatta.

E se ce l’ho fatta, ce l’ho fatta solo per pochi attimi.

Il tempo di una parola ascoltata, di una pacca davvero umile e gentile, e poi giù a tornare nella melma del soldo e del tornaconto personale.

Ogni volta che mi veniva fatta visitare una capanna, ogni volta che entravo in una casa o in una comunità, mi venivano mostrati gli aspetti farseschi di una vita da fumetto, una vita che ovviamente non era.

Spesso ti viene mostrato ciò che vuoi vedere, non ciò che davvero è.

L’unicità del Sud Est Asiatico. Conoscere il mondo

Ma qualcosa di unico l’ho trovato, da qualche parte, solo che l’ho trovato un po’ più in là, come se la mano gigante della Storia avesse spostato le nostre pretese di diversità in un angolo sempre più lontano, sempre più estremo.

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Conoscere il mondo – Zingaro di Macondo –

E allora, giusto per non commettere gli stessi errori che vado criticando, devo fare qualche distinguo: il vietnamita, laborioso e vagamente nervoso, non ha dimenticato la guerra stupida, ignobile e insensata, mentre i laotiani, vittime delle stesse barbarie, hanno mantenuto una predisposizione mentale pacifica come mai ho visto nel mondo.

Come hai fatto a perdonare?

Così ho chiesto ad un laotiano a cui mancava un braccio.

E lui mi ha risposto scrollando le spalle, la miglior risposta possibile, perché dimenticare significa lasciare i ragionamenti ai margini della nostra vita.

E poi esistono i cambogiani, quelli di città e quelli di campagna, che portano sulla pelle e sul cuore e nelle parole, cicatrici profonde di una storia dell’orrore indicibile.

E i birmani, altro popolo delizioso, che nessuno sa come se la passino davvero in questi giorni maledetti così simili al passato.

E i thailandesi, popolo delle meraviglie etniche a nord e così abituato ai turisti a sud da aver cambiato leggermente pelle.

E migliaia e migliaia di sfumature, grandi e piccole che devi per forza di cose conoscerle, vederle direttamente, attraverso la tua esperienza, il tuo vissuto e la voglia di non fermarti, attraverso la tua voglia di aprire lo sguardo a tutto ciò che puoi accogliere col pensiero.

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