Predisporsi alla strada

Ovvero come trovare la felicità in viaggio secondo me.

Gabriel Tibaldi

Sono un seguace piuttosto convinto della filosofia “less is more” secondo la quale “meno si ha”, più si è tendenzialmente felici.

E il concetto vale sia per le cose materiali che per i “pensieri in testa”.

Una filosofia le cui fondamenta poggiano sui lavori di Ludwig Mies van der Rohe, architetto e designer tedesco che fece del minimalismo la propria ragione di vita.

Negli ultimi anni siamo sottoposti a un bombardamento di dati, di input e di…cose, al quale non eravamo abituati; un eccesso dalle conseguenze imprevedibili e probabilmente pericolose per la nostra stabilità. Non sono pochi gli psicologi che ci mettono in guardia da questo modo di vivere.

Avere molti oggetti, ad esempio, ci porta ad essere schiavi nei loro confronti (a maggior ragione quando dobbiamo rincorrere le scadenze delle tasse da pagare 😥 ). Pensiamo di possedere gli oggetti, quando invece sono loro a possedere la nostra anima.

less is more zingaro di macondo

La filosofia del “less is more” applicata al viaggio

(Come trovare la felicità in viaggio secondo me…)

Con il tempo ho imparato ad applicare la filosofia del “less is more” anche al viaggio.

Il che significa che parto con “meno” aspettative, mi prefiguro “meno” cose da vedere e organizzo il tempo in modo da non correre. In un certo senso mi “impegno meno”, persino nella programmazione, lasciando al caso le redini di molti i particolari.

Niente ansia da prestazione, insomma.

Come trovare la felicità in viaggio. il treno; un mezzo di…felicità.

Personalmente amo il treno.

In particolare amo la condizione di viaggio nella quale mi proietta, il suo lento intercedere come fosse una sorta di tranquillante naturale, come se, guardando fuori dai finestrini, mi rendessi conto che davvero sto viaggiando.

Se vado in direzione del freddo mi emoziono con la prima neve, oppure scaldo la pelle man mano che il sole si fa più deciso.

Assaporo ogni momento; magari mangiando o leggendo e in perfetto silenzio; il treno mi fa vivere la dinamica di ciò che sto facendo, me lo fa interiorizzare lentamente, educatamente.

É anche per questo motivo che ho deciso di fare la Transiberiana, oltre 9.300 km di viaggio docile, appena percettibile, un’immersione totale nella realtà che cambia con lentezza e armonia.

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Come trovare la felicità in viaggio; l’aereo…un semplice mezzo di trasporto

In tal senso l’aereo è un mezzo di trasporto decisamente schizofrenico: sali, decolli e in men che non si dica atterri in realtà lontane.

In una manciata di ore vieni catapultato in una nuova società; nuovi visi, nuovi modi di fare e di sentire.

Ovviamente anch’io prendo aerei, ma quando posso scelgo il treno.

Come trovare la felicità in viaggio; partire rilassati

Il giorno prima della partenza cerco di rilassarmi il più possibile.

Mi rendo conto del paradosso di essere costretti a placare la mente anche in un contesto bello come il viaggio, ma il mio modo di vivere ansiogeno, legato a scadenze e iperattività, aveva invaso ogni aspetto della mia vita.

E non sto parlando di quella sacrosanta emozione che magari toglie pure il sonno, del “non vedere l’ora”, quanto piuttosto dell’ “ansia da vigilia”: mi succederà qualcosa? Ho messo tutto in valigia? Perderò l’aereo? Il terzo giorno mi fermerò a Parigi o proseguirò verso la costa?

Tutte domande di cui ho imparato a sbarazzarmi.

Gli orologi “rotti” dell’Asia

In Asia nessuno fa caso agli orari.

Se una corriera parte con due ore di ritardo non è una tragedia, al contrario; è un’opportunità per fare altro: conversare, guardarsi in giro, leggere un libro, pensare o riposarsi.

La nostra inclinazione alla perfezione, in ogni ambito e ad ogni costo, secondo me ci allontana dalla felicità assoluta che molti popoli vivono naturalmente.

Addirittura gli indiani non fanno caso nemmeno alla morte, non se la prendono se succede qualcosa di grave, perché sanno che la ruota gira a prescindere dai nostri desideri e dalle nostre paure.

Inutile arrabbiarsi o affannarsi.

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Come trovare la felicità in viaggio

Sono fermamente convinto che la felicità abbia bisogno di pochissime cose e che tutte quante siano ampiamente alla nostra portata; tutto ciò che mettiamo in più ci appesantisce, allontanandoci da questa condizione così semplice e perfetta da sembrarci impossibile da raggiungere.

E dunque parti con meno cose nella valigia, meno pensieri in testa, meno sogni e meno aspettative, meno incubi e meno ansie immotivate; solo così la strada ti mostrerà il suo lato migliore.

Namibia; Opuwo, la città che non esiste