La paura di fallire e il giudizio degli altri

Come affrontare la paura del giudizio altrui.

zingaro di macondo

 

 

Volenti o nolenti tutti dipendiamo dal giudizio degli altri.

E se da una parte questa dipendenza ha un substrato evoluzionistico comune a tutti noi esseri umani, dall’altra dipende da come siamo stati cresciuti dai genitori in termini di indipendenza e autostima.

Il rapporto con i genitori. Paura del giudizio altrui

Quando veniamo al mondo la nostra mente è una scatola vuota e i primi input vengono dai nostri genitori o da coloro che ne fanno le veci.

I primissimi anni di vita sono fondamentali: è in quel momento, infatti, che il perimetro del carattere si delinea in modo quasi definitivo.

Dopo i primi 3/4 anni sarà molto difficile liberarsi delle catene mentali forgiate a nostra insaputa.

Quando siamo piccoli il papà e la mamma sono come delle divinità perfette alle quali guardiamo senza supporre che anche loro possano sbagliare. Tutto ciò che ci dicono di fare e di pensare è buono e giusto e le altre persone quasi non vengono percepite.

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Quando siamo piccoli nostro padre è un vero e proprio dio, mentre nostra madre è una santa dotata di poteri quasi soprannaturali.

Il bambino vive di luce riflessa e sta ai genitori fare in modo che quella luce si spenga al momento giusto, in modo che l’adolescente possa iniziare una vita indipendente e psicologicamente stabile.

Come svincolarsi dal giudizio dei genitori

In realtà starebbe a loro darci questo prezioso strumento fin dai primi istanti di vita.

Come?

Facendoci anzitutto capire che dobbiamo trovare la nostra strada e che per essa dobbiamo lottare, anche se spesso ci scontreremo contro muri apparentemente invalicabili, che nulla è impossibile se la mente ce lo fa immaginare, che è responsabilità nostra e solo nostra se i nostri sogni un giorno prenderanno forma.

Sappi che se hai avuto dei genitori che ti hanno spinto a cercare la tua vera essenza, persino al di là dei loro desideri nei tuoi confronti, hai avuto molta fortuna.

Divinità infantili e divinità adulte. Il giudizio altrui

A volte penso che le religioni nascano dall’esigenza di proseguire anche in età adulta il credere ciecamente in un’entità che ci guida in modo infallibile.

Non a caso il Dio Cristiano è il Padre Nostro, un padre amorevole che non sbaglia mai e che vuole il nostro bene a prescindere da tutto e da tutti.

Il giudizio dei genitori

Il giudizio dei genitori non si limita a incidere sulle nostre azioni solo quando siamo bambini.

Il nostro ego, che quasi sempre ci rema contro, ci farà percepire il loro giudizio come perentori anche in età adulta, anche quando penseremo di avere una percezione della realtà soggettiva e stabile.

Proprio perché ormai il perimetro mentale è stato forgiato in modo quasi del tutto irreparabile, potremmo non renderci conto dei nostri fallaci modi di guardare alla vita fe alla realtà.

Dipendere dal giudizio degli altri

Più i tuoi genitori ti avranno cresciuto instillandoti insicurezza, più dipenderai dal giudizio degli altri anche quando sarai grande.

Se ti avranno cresciuto facendoti sentire come una scatola vuota, dipendente in tutto e per tutto da loro, ecco che da adulto le critiche ti feriranno oltre il dovuto.zingaro di macondo

Se sei tra quelli che chiede sempre il permesso prima di fare le cose, se dici sempre di sì alle richieste degli altri e se a volte senti di non poter concludere i progetti che ti sei prefissato, sappi che probabilmente sei stato cresciuto sotto una pesante cappa di insicurezza.

Come superare la dipendenza dal giudizio altrui

La prima cosa da fare è sapere perché dipendi dal giudizio degli altri.

Indipendentemente dal rapporto che hai avuto con i tuoi genitori sappi che, come diceva Aristotele, siamo animali sociali, il che significa che dipendiamo dal giudizio degli altri anche quando pensiamo che non sia così.

Con tutta probabilità il bisogno di essere accettati ha radici che affondano nella preistoria, in un periodo in cui l’individuo aveva più possibilità di sfamarsi solo quando veniva accettato dal gruppo.

Cacciare da soli, essere esclusi, significava morte quasi certa.

Oggi non è più così e non è detto che tu non possa farcela da solo.

Prendere coscienza. Liberarsi dal giudizio altrui

Prendere coscienza del fatto che, ad esempio, da una parte tuo padre ti ha sempre sottostimato e dall’altra che la nostra dipendenza dal giudizio degli altri ha radici evoluzionistiche profonde è già qualcosa.

Capire l’origine dei nostri problemi è un primo passo, decisamente importante, verso la soluzione.

Prova a pensare come ti trattavano i tuoi genitori quando eri piccolo.il giudizio altrui zingaro di macondo

Ti facevano sentire in difetto, incapace e ti proteggevano oltre misura, oppure ti spronavano a fare del tuo meglio anche in frangenti difficili? Contavano su di te o tendevano a fare le cose senza coinvolgerti, perché tanto “non sei capace”?

Analizza la tua storia e ricordati che i tuoi genitori non sono entità soprannaturali che non sbagliano mai, anzi sono esseri umani esattamente come gli altri e se ti facevano sentire sbagliato o inadatto ci sono buone possibilità che fossero loro a essere sbagliati e inadatti al ruolo di genitori.

Supermercati sempre aperti

Cosa voglio dire con questo sottotitolo?

Semplice: che non hai bisogno di nessuno per mangiare. I supermercati sono sempre aperti, giusto?

Rifletti su questo; se qualcuno ti critica, se qualcuno ti esclude, sappi che al giorno d’oggi potrai sopravvivere anche senza di lui.

Il giudizio degli altri e la procrastinazione

Rimandare in modo compulsivo le scadenze o la realizzazione dei nostri sogni, ha a che fare con la paura di essere giudicati.

Quello che la tua mente ti fa percepire in modo del tutto errato, è che stando fermi non si sbaglia.

Ricorda invece che non fare nulla è l’anticamera del fallimento, e vederti fallire è esattamente ciò che si auspica chi ti giudica.

Siamo così spaventati dall’essere giudicati, che procrastiniamo in continuazione.

Erica Jong

I rimpianti più grandi in punto di morte

Bronnie Ware, un’infermiera australiana, ha scritto un libro: Vorrei averlo fatto.

Ha raccolto i rimpianti delle persone in punto di morte.

Vuoi sapere i 5 rimpianti più numerosi che ha raccolto Bronnie Ware intervistando i suoi pazienti?

Eccoli, con l’augurio che ti siano di stimolo:

  • Aver vissuto la vita di altri. Non devi accontentare nessuno quando si parla della tua vita. I tuoi genitori ti vogliono avvocato, ma tu vuoi fare il maniscalco? Non c’è altra cosa da fare se non il maniscalco.
  • Aver rinviato troppo a lungo. Tutti pensano che non ce la farai? Questo ti sembra un buon motivo per continuare a cincischiare? Muovi le chiappe e dimostra il tuo valore!
  • Non aver viaggiato abbastanza. Magari perché i tuoi genitori ti dicevano di mettere via il denaro…
  • Essersi preoccupati troppo del giudizio degli altri. E qui siamo al nocciolo del problema, quello che forse racchiude tutti gli altri rimpianti.
  • Aver accettato la trappola del topo. Cos’è la trappola del topo? Semplice: sveglia, colazione, ufficio, pranzo, ufficio, cena, televisione, letto. Tutti odiano la trappola del topo, ma pochi fanno qualcosa per evitarla.

 

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Marocco, il deserto appartiene ai miei amici Berberi